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Pasticceria senza glutine a Milano: come funziona davvero

«Senza glutine» non è un modo di dire: è una dicitura con una soglia fissata da un regolamento europeo, e può usarla solo chi produce con quel controllo. Sapere che cosa significa cambia le domande che fai quando ordini un dolce per chi è celiaco, e ti evita risposte rassicuranti che non valgono niente.

Ciotole d'acciaio con farine e amidi diversi disposte su un piano di marmo
Farine e amidi diversi: la ricetta si riscrive, non si toglie e basta.
La regola

Che cosa dice la legge, in due righe

Il riferimento è il regolamento europeo 828 del 2014, che vale in tutta l’Unione.

La soglia dei 20 milligrammi La dicitura «senza glutine» è consentita solo se l’alimento venduto al consumatore finale non supera i 20 milligrammi di glutine per chilo. Non è un’opinione del produttore: è una misura.
La soglia intermedia Esiste anche la dicitura «con contenuto di glutine molto basso», consentita fino a 100 milligrammi per chilo per prodotti fatti con ingredienti lavorati apposta per ridurre il glutine. È una cosa diversa dal senza glutine, e per chi è celiaco la differenza conta.
L’avena non è automatica L’avena contenuta in un prodotto presentato come senza glutine deve essere stata prodotta e lavorata in modo da evitare la contaminazione da frumento, segale e orzo, e restare sotto i 20 milligrammi per chilo.
In pratica

Le domande giuste da fare al laboratorio

Sono le stesse che farebbe un’associazione di celiaci, e mettono subito in chiaro con chi stai parlando.

  • • Il laboratorio ha una linea o un ambiente dedicato, oppure lavora anche farine con glutine?
  • • La dicitura senza glutine viene dichiarata sul prodotto finito, e da chi?
  • • Come viaggia il dolce: nello stesso mezzo e negli stessi contenitori degli altri?
  • • Se la risposta è «stia tranquillo» senza nessun dettaglio, la domanda non ha avuto risposta.
Attenzione

Perché noi non scriviamo che un dolce è senza glutine

Le cose che conviene sapere prima di ordinare, anche quando nessuno le dice.

Perché quella dicitura la può dichiarare solo chi produce con quel controllo e se ne assume la responsabilità. Scriverla in una pagina che parla in generale sarebbe comodo e scorretto.

Le richieste particolari si dicono all’ordine e si valutano una per una: quando una cosa non possiamo garantirla, lo diciamo prima, non dopo.

Le informazioni sugli allergeni dei prodotti sono disponibili su richiesta: per una intolleranza seria, chiederle è il primo passo.

Domande

Quello che ci chiedono su questo

Domande vere, raccolte dalle ricerche di chi cerca a Milano.

Basta usare farina di riso per fare un dolce senza glutine?

No. Conta anche dove viene lavorato: farina che vola in un laboratorio dove si usa il frumento può contaminare. La soglia di legge riguarda il prodotto finito.

Senza glutine e senza lattosio sono la stessa cosa?

No, sono due cose diverse: una riguarda i cereali, l’altra il latte. Un dolce può essere senza glutine e contenere latte, e viceversa.

Dove trovo pasticceria certificata a Milano?

Esistono laboratori specializzati che lavorano solo senza glutine, ed è la strada più sicura per chi è celiaco: chiedi a loro la dichiarazione sul prodotto.

Il preventivo

Dicci di cosa hai bisogno, e ti diciamo quanto

Bastano due righe: ti rispondiamo con una cifra completa e i tempi.

Se preferisci parlarne a voce, il telefono è quello qui sotto: risponde l’agenzia, non un risponditore.

Telefono 02 9475 3006 Email info@pasticceria.milano.it